Avrete certamente sentito parlare del piede diabetico. Una delle complicazioni tardive piu’ temute del diabete mellito, malattia cronica del metabolismo legata a un’insufficiente produzione dell’insulina (ormone prodotto nel pancreas) e caratterizzata da un aumento della glicemia (concentrazione di zucchero nel sangue). I problemi del piede delle persone affette da diabete rappresentano uno dei motivi piu’ importanti di ricoveri di lunga durata in ospedale, e causano conseguenze psicologiche importanti oltre il rischio di un’amputazione, evento grave che si verifica con una frequenza di 15 volte superiore tra i diabetici rispetto alla popolazione non diabetica. Purtroppo, pero’, il piede e’ uno degli organi tuttora meno controllati nei soggetti diabetici e spesso i primi segni della malattia sfuggono all’osservazione sia del malato che dei suoi familiari. Per meglio prevenire e curare le lesioni ai piedi bisogna conoscere i meccanismi che le causano. Un minore afflusso di sangue alle estremita’ inferiori, dovuto alla presenza di un’ostruzione di un’arteria, detta vasculopatia periferica, fa si che le cellule non ricevono piu’ le sostanze nutritive; oppure puo’ capitare che, nel caso di una neuropatia diabetica, i piedi perdano completamente la sensibilita’, come se fossero addormentati. Quest’ultima situazione e’ responsabile di una ridotta percezione del dolore da parte del malato, che rende i suoi piedi piu’ vulnerabili ai traumi o alle lesioni. e’ in questa fase che, a conoscenza dell’esistenza del diabete, si possono individuare precocemente i rischi semplicemente riconoscendo la perdita di sensibilita’ alle estremita’ (sia al tatto che al dolore) o la ridotta circolazione del sangue (piedi sempre freddi, dolore alle gambe mentre cammina). Anche la presenza di calli e alterazioni delle unghie possono favorire la comparsa di lesioni, piu’ o meno serie, alle estremita’ degli arti. Se il diabete e’ insorto da poco, si mantengono superficiali, interessano gli strati piu’ superficiali della pelle e determinano alterazioni della struttura del piede, come le dita a martello (le dita del piede assumono una conformazione piu’ o meno accentuata a “T”) o l’alluce valgo e ulcere da eccessiva pressione su certe parti del piede. Col tempo le lesioni diventano piu’ profonde, interessando anche articolazioni e muscoli, guariscono con difficolta’ e vanno spesso incontro a infezioni. Se i problemi di circolazione del sangue si aggravano subentra una difficolta’ di nutrimento dei tessuti fino alla necrosi e alla gangrena che, talvolta, rende necessaria l’amputazione del piede. I diabetologi dicono che la migliore cura per il piede diabetico e’ la prevenzione, ma non si riferiscono soltanto al controllo della glicemia, ma anche alla limitazione di ulteriori fattori di rischio (fumo, ipertensione arteriosa, colesterolo), all’osservazione di precise norme igieniche e all’uso di calzature apposite. In questo approccio multidisciplinare, specie per le persone piu’ anziane, c’e’ spazio anche per il podologo e per l’estetista cui il soggetto puo’ rivolgersi per un pedicure. Un esame accurato del suo piede puo’ permettere di individuare precocemente eventuali punti di pressione, callosita’, fissurazioni o altri fattori che predispongono l’insorgenza di ulcere e quindi suggerire il ricorso allo specialista per interventi medici specifici.

Le regole del pediluvio

  • Prima del lavaggio meglio lasciare i piedi immersi per qualche minuto in acqua tiepida ma in generale e’ bene evitare lunghi pediluvi, poiche’ possono provocare un rammollimento della pelle e facilitare la comparsa di ulcere e infezioni.
  • Usare sapone neutro e una spazzola semimorbida con cui eliminare le cellule morte e stimolare la circolazione del sangue.
  • Asciugare bene e con cura i piedi eseguendo un leggero massaggio tra le dita e sotto l’arco plantare. L’umidita’ e il sudore favoriscono la comparsa di infezioni dovute ai batteri e ai funghi.
  • Terminare cospargendo i piedi con talco o con una crema idratante per nutrire la pelle.

Le regole del pedicure

  • Controllare l’aspetto della pianta dei piedi, intorno ai talloni e agli orli delle unghie, alla ricerca di piccoli tagli, di segni di irritazione, oppure di lacerazioni della pelle.
  • Dopo il pediluvio si puo’ iniziare con le unghie evitando di tagliarle con le forbicine ma preferendo, invece, una limetta smussata, con cui vanno limate non troppo corte e mai arrotondate ai lati, per non facilitare la comparsa di infezioni o di unghie incarnite. Non tagliare ne’ strappare le pellicine, ma spingerle all’indietro servendosi degli appositi strumenti.
  • Se le unghie sono dure e deformate dall’uso di scarpe inadeguate, e’ necessario limare i punti ingrossati prima di ridurle. Evitare nel modo piu’ assoluto l’uso di forbicine, lamette da barba o di altri strumenti taglienti per eliminare calli e duroni.
  • Se si trova una lesione lavare e asciugare la zona, mettere un buon disinfettante coprire con garza sterile se non migliora entro 24 ore, indirizzare al medico per evitare complicazioni.

Suggerimenti per le scarpe

Chi ha lesioni ai piedi non deve camminare scalzo ma scegliere calzature comode, che non strofinino sui piedi o sulle dita.

  • Da evitare le scarpe in fibre sintetiche, perche’ non lasciano traspirare il piede, meglio quelle in pelle e in tessuti naturali. Da preferirsi calze e scarpe senza cuciture interne che potrebbero provocare lesioni.
  • Attenzione alle scarpe nuove e controllare che la pelle dei piedi non presenti arrossamenti.
  • Chi ha le caviglie grosse, eviti le scarpe accollate: stringono troppo il piede senza farlo respirare. Chi ha le dita dei piedi molto lunghe, non deve comprimerle con scarpe a punta, ma preferire calzature dalla forma arrotondata.
  • Le suole a carrarmato non aiutano il piede, cosi’ come quelle da ginnastica vanno portate solo in palestra.
  • La suola in cuoio permette una giusta aderenza del piede a terra e la massima traspirazione possibile.
  • I tacchi non dovrebbero superare i 5 centimetri. Se sono troppo alti concentrano il peso del corpo in una parte del piede molto piccola e affaticano le ginocchia e la schiena, e inoltre disturbano la circolazione del sangue, causando gambe gonfie e pesanti.
  • Si puo’ ricorrere a sostegni plantari, per proteggere le zone piu’ a rischio di lesioni.
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